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LOGO

logo firenze

Manfredi Beninati
Enzo Cucchi
Laboratorio Saccardi
LOGO

Inaugurazione sabato 19 dicembre 2015 ore 18
Firenze ( Italia ) 19 dicembre 2015 – 20 marzo 2016

La Galleria Poggiali e Forconi inaugura sabato 19 dicembre 2015 il progetto LOGO, uno scambio intellettuale tra tre artisti differenti per generazione e ricerca artistica: Manfredi Beninati (Palermo, 1970), Enzo Cucchi (Morra d’Alba, 1949) e Laboratorio Saccardi, duo artistico formato da Marco Leone Barone (Palermo 1978) e Vincenzo Profeta (Palermo, 1977).
LOGO si propone di portare i protagonisti di questo progetto a misurarsi tra di loro in un’innovativa formula di “confronto–sfida” sulla pratica dell’arte, resa attraverso differenti media, e sulle ragioni dell’esperienza dell’arte nella società contemporanea.

Gli artisti, che si sono frequentati anche nei mesi passati creando tra di loro un vivace scambio intellettuale, si sono riuniti nella serata di venerdì 4 dicembre per un estemporaneo dibattito a porte chiuse in cui hanno dialogato su vari temi che sono stati lo spunto per realizzare ciascuno un lavoro inedito esposto in mostra dal 19 dicembre. Queste opere sono state realizzate dagli artisti nei giorni 5, 6, 7 e 8 dicembre: durante questi quattro giorni Beninati, Cucchi e Laboratorio Saccardi hanno lavorato a stretto contatto negli spazi della Galleria a Firenze, che è stata aperta al pubblico per permettere agli spettatori di essere partecipi della creazione, della realizzazione delle opere e del confronto artistico tra i protagonisti.
LOGO, non è semplicemente una mostra, vuol essere una nuova forma di simposio, un’attitudine per la riscoperta del ruolo centrale dello scambio di idee concreto e della rivalutazione del ruolo della galleria come laboratorio e confronto con il pubblico. Da qui l’idea di far valutare proprio ai visitatori, tramite una scheda disponibile per tutta la durata della mostra, l’opera preferita tra le tre, realizzate i giorni precedenti l’inaugurazione.

In mostra anche una trentina di opere selezionate dagli artisti e allestite in un percorso espositivo che si snoda tra gli spazi di via della Scala e nella project room di via Benedetta. In particolare in questo spazio Enzo Cucchi presenta la serie dei Van Gogh; mentre Manfredi Beninati presenta diverse opere, tra cui la serie di lavori creati appositamente per la galleria nell’ultimo anno e alcuni grandi lavori precedenti realizzati utilizzando come supporto tavole di legno. Per il Laboratorio Saccardi la mostra diventa un approfondimento dello scambio intellettuale ed artistico che avevano intrapreso con Cucchi in occasione della doppia personale con il maestro marchigiano del 2014 alla GAM di Palermo, e segna l’occasione per mostrare i nuovi lavori basati sulla pratica pittorica, che fa leva sui temi del grottesco e dello spaesamento cognitivo.

La mostra è accompagnata da un catalogo curato da Alessandro Cucchi.

http://marcodeserto.tumblr.com

       

                    http://marcodeserto.tumblr.com

 

 Corriere Fiorentino  –   Domenica 6 Dicembre 2015

 

Arte Mondadori – Gennaio 2016

 

 

 

 

Praestigium Contemporary Artists from Italy – Imago Mundi/Benetton

Praestigium Contemporary Artists from Italy – Imago Mundi/Benetton

Imago Mundi – Luciano Benetton Collection: Praestigium Italia

420 artisti italiani contemporanei in anteprima

Bookshop
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
18 maggio – 21 giugno 2015

Imago Mundi mette in mostra l’arte contemporanea italiana. La collezione dedicata all’Italia del progetto artistico globale ideato da Luciano Benetton sarà presentata in anteprima mondiale a Torino, presso il bookshop della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dal 18 maggio al 21 giugno 2015. La raccolta – a cura di Luca Beatrice – comprende i lavori di 420 autori che da Nord a Sud, da Ovest a Est, hanno condiviso con entusiasmo il progetto, presentando in formato 10×12 centimetri la loro visione dell’Italia. Artisti affermati e giovani promesse della pittura, ma anche architetti, designer, fotografi, pubblicitari, musicisti, attori, per comporre un mosaico vitale, generoso, democratico nella tradizione di Imago Mundi. L’esposizione (così come i due cataloghi: 210 autori ciascuno, in rigoroso ordine alfabetico, disponibili in mostra) attraversa in modo trasversale il Paese, presentando la creatività delle metropoli come i tanti talenti della provincia, con una particolare apertura alla sensibilità artistica femminile. “Praestigium parte dall’orgoglio per le nostre radici culturali ma intende essere, soprattutto, la rappresentazione orgogliosa di un nostro possibile futuro, artistico, sociale, morale al tempo stesso” – ha dichiarato Luciano Benetton. “L’impegno, la sensibilità, il coraggio di guardare avanti, lo spirito di ricerca dei nostri artisti rappresentano segnali di italianità positiva inviati nel mondo”.

Sotto l’egida della Fondazione Benetton Studi Ricerche, Imago Mundi è oggi un progetto democratico, collettivo e globale che guarda ai nuovi orizzonti artistici in nome dell’incontro e della convivenza delle diversità espressive: entro il 2015 i Paesi coinvolti saranno 100, più di 20.000 gli artisti. Imago Mundi li promuove internazionalmente attraverso i cataloghi, la piattaforma www.imagomundiart.com, la partecipazione a rassegne ed esposizioni, in collaborazione con istituti privati e pubblici, in tutto il mondo: da Venezia (Biennale 2013) al Senegal (Dak’Art Off 2014), da Roma (Museo Carlo Bilotti, 2014/2015) a New Orleans (NOMA, 2014/2015) e Vienna (Belvedere & Winter Palace, 2015)

Imago Mundi – Luciano Benetton Collection
Il Progetto

“Solo dando forma al mondo riusciamo a regalargli un senso: è a questo che serve l’arte”. Imago Mundi ha fatto proprie le parole dell’artista tedesco Anselm Kiefer per esprimere concretamente l’idea di Luciano Benetton di costruire e portare nel futuro una mappa artistica delle tante culture umane. Imago Mundi parte dall’omogeneità del piccolo formato (10×12 centimetri) per realizzare, coinvolgendo in modo volontario e senza fini di lucro, migliaia di artisti affermati ed emergenti di tanti Paesi, un caleidoscopio di storie, colori, interpretazioni e dimensioni quasi infinite. Sotto l’egida della Fondazione Benetton Studi Ricerche, Imago Mundi è oggi un progetto democratico, collettivo e globale che guarda ai nuovi orizzonti artistici in nome dell’incontro e della convivenza delle diversità espressive: entro il 2015 i Paesi coinvolti saranno 100, più di 20.000 gli artisti.
Imago Mundi li promuove internazionalmente attraverso i cataloghi, la piattaforma www.imagomundiart.com, la partecipazione a rassegne ed esposizioni, in collaborazione con istituti privati e pubblici, in tutto il mondo: da Venezia (Biennale 2013) al Senegal (Dak’Art Off 2014), da Roma (Museo Carlo Bilotti, 2014/2015) a New Orleans (NOMA, 2014/2015) e Vienna (Belvedere & Winter Palace, 2015.

Close-up

28 marzo – 31 maggio 2015:  “Close Up” a cura di Gianluca Marziani.

Raccontare la pittura italiana, quella nata subito dopo la Transavanguardia. Un viaggio visivo dalla doppia anima: ora con artisti che iniziarono a esporre negli anni Novanta, ora con diversi nomi emersi di recente ma già consapevoli del buon uso linguistico. Una selezione eterogenea, supportata da consensi istituzionali, da una precisa riconoscibilità nel panorama iconografico, da un codice veggente con cui gli autori alimentano la disciplina evoluta del metodo pittorico.

CLOSE-UP racconta le qualità di un linguaggio attraverso molteplici radici tematiche ed estetiche, offrendo un vasto repertorio di passaggi concettuali e contenuti etici. Non ci sono spunti per nessuno, soltanto un vincolo dimensionale: agire entro i trenta centimetri come formato massimo del quadro.Gianluca Marziani: “Trenta centimetri è di solito il formato minimo in circolazione, una sorta di consuetudine che vede nel 30×30 un’ideale unità di misura pittorica. Sono partito da quel minimo per tramutarlo nel massimo formato eseguibile, un’indicazione agli artisti per ribaltare il rapporto tra impatto e dimensione. Volevo che si ragionasse sul piccolo come spinta alla riscoperta del valore, dei dettagli, di quella preziosità che non implica esagerazione ma altissimo controllo.”

La mostra avrà una doppia natura espositiva: un lavoro di ogni artista sarà allestito nel Piano Nobile del museo, tra mobili, quadrerie, pareti e soffitti lavorati, secondo scritture curatoriali che privilegiano la strategia mimetica, il nascondimento, la rivelazione improvvisa; un secondo lavoro di ogni artista sarà presentato, invece, in una zona del Piano Mostre, dove il pubblico troverà un timeline orizzontale, sorta di lungo serpente che attraverserà tre zone del Piano (Sala Sten & Lex, Sala Archi, Galleria) come un esercito pittorico in rigoroso ordine alfabetico.

Gianluca Marziani: “Nel doppio ruolo di direttore artistico e curatore del progetto, mi assumo la piena paternità delle scelte, una sorta di responsabilità autografa per certificare le presenze e le necessarie assenze. La selezione risponde ai criteri che definiscono il mio metodo, così come accade davanti a qualsiasi sintesi collettiva per mostre tematiche. Piaccia o meno, questo gruppo rappresenta la sintesi spendibile di un’altissima energia figurativa. La pittura italiana che spargerei nel cosmo è qui: in un sogno vorrei alzare gli occhi e scoprire che ogni stella nel firmamento pulsa in forma di quadro, anche perché l’unico linguaggio artistico con la preziosità di un minerale rimane l’intramontabile pittura dal cuore irrequieto, sconfinata per natura, senza compromessi per istinto e ragione”.

La mostra diventa esperienza, evento sensoriale, avventura oltre la forma

L’allestimento nel Piano Nobile sarà una passeggiata rivelatrice, come una caccia al tesoro nascosto, tra cassetti, quadrerie, cornici, pavimenti vasi, scrittoi, vetrine, ante… ogni quadro avrà una sua zona speciale, un antro scenico per attivarne l’anima spaziale e lo spirito narrativo. Il Piano Mostre sarà, al contrario, il riordino alfabetico di una disseminazione avventurosa del quadro, quasi a ripristinare il senso logico dopo le frantumazioni del senso originario.”

Artisti partecipanti: 108, Stefano Abbiati, Silvia Argillosa, Mirko Baricchi, Alessandro Bazan, Valerio Berruti, Danilo Bucchi, Emilio Cafiero, Fabrizio Campanella, Pier Paolo Campanini, Guglielmo Castelli, Andrea Chiesi, Mario Consiglio, Enrico Corte, Pier Paolo Curti, Arnold Mario Dall’O, Gabriele De Santis, Alberto Di Fabio, Fulvio Di Piazza, Mauro Di Silvestre, Stefano Di Stasio, Pablo Echaurren, Stefania Fabrizi, Matteo Fato, Daniele Galliano, Paola Gandolfo, Massimo Giacon, Fausto Gilberti, Silvia Idili, Francesco Impellizzeri, Francesco Irene, Jeffrey Isaac, Laboratorio Saccardi, Francesco Lauretta, Emilio Leofreddi, Massimo Livadiotti, Lucamaleonte, Giorgio Lupattelli, Claudio Malacarne, Franco Marrocco, Mauro Maugliani, Maddalena Mauri, Veronica Montanino, Marco Neri, Andrea Nurcis, Giacinto Occhionero, Ozmo, Vincenzo Pennacchi, Valeria Petrone, Cristiano Pintaldi, Matteo Piovaccari, Luca Pioverai, Gianni Politi, Nicola Pucci, Giuseppe Restano, Roxy in the box, Giuliano Sale, Maurizio Savini, Alessandro Scarabello, Bernardo Siciliano, Croce Taravella, Velasco, Nicola Verlato, Mario Vespasiani e Esteban Villalta Marzi.

Palazzo Collicola Arti Visive
Piazza Collicola, 1, 06049 Spoleto PG

QUADRATO BIANCO SU SFONDO BIANCO

QUADRATO BIANCO SU SFONDO BIANCO -KASIMIR MALEVIC

“Questo mio quadro non è un quadrato vuoto, ma un’icona cancellata e incorniciata,  un invito alla percezione del non oggettivo o l’oggettivo in status nascendi”

Kasimir Malevic a proposito del quadrato bianco su fondo bianco.

 

“Bianco”

testo: Francesco Gallo Mazzeo

Bianco è il luogo della proposta, della possibilità, aperta a tutti, di esercitarsi con il segno e col colore, dando a immacolatezza la sua occasione di diventare un paradosso dell’ombra, seppur molteplice per tanti blu, rossi, arancioni e neri. Opacità luminose connesse con la psicologia del momento, con i diversi modi di vedere la vita, nelle sue molteplici sfumature, un campo di battaglia dove si aprirà, ancora una volta una pagina di Laboratorio Saccardi, una querelle che dura nel tempo e non accenna a risolversi, trasformandosi e trasformando, in senso induttivo, aperto, in senso introiettivo, chiuso, in senso stimolante e liberatorio ma anche monologo alienante, volgendo il senso positivo in negativo, frantumando tempo e spazio, attraversandolo in continue modificazioni, consonanti, di poetiche e di filosofie concrete, che appartengono alle moltitudini, quando si fanno solitudini. Tutto il resto è già pronto per l’uso di ogni sguardo tagliente oppure semplicemente accogliente della loro testualità che non consente un filo logico e forsenemmeno un filo e non serve una logica, tanto è la gestualità che si concentra su di esso che è sguardo rivolto in ogni dove, dalle vette della creatività, seppur citata, alle cadute nel crogiolo del “così è se vi pare”, nella terra della corda pazza.

 

La forza si acquista mediante l’epurazione. La debolezza è forza, l’annullamento è potenza, un concetto quasi buddista ma anche profondamente cattolico ed occidentale se ci pensate, ma non è l’occidente capitalista questo, è l’occidente che si misura con le forze dello spirito sensibile, nel vero senso della parola. Il Quadrato bianco su fondo bianco di Kazimir Malevič è un simbolo della distruzione della pittura? Assolutamente no, è il simbolo di un nuovo inizio, una ricerca continua di nuovi mezzi espressivi, lo stesso autore dopo quel quadro tornò persino alla figurazione, la sfida con se stessi non ha limiti, come un potente mago il pittore può creare o azzerare tutto il suo universo, ma la sfida col pubblico è la più emozionante di tutte per un artista, il cercare di artisticizzarlo in ogni modo, in questi anni alle mostre, ci si ritrova spessissimo un pubblico di zombie che non riesce a reagire davanti un quadro o un oggetto d’arte, insensibile, anestetizzato, acritico, sensibilità annullate e drogate forse da una miriade di informazioni e da una rete virtuale che non fa altro che ingrossare personalità schizzoidi, un io ipertrofico ingigantito dalla possibilità che internet dà a tutti, di essere autori creativi, tutti artisti e nessun reale confronto critico. Laboratorio Saccardi in questa mostra-performance vuole dare la possibilità al pubblico palermitano, di entrare didatticamente e dialetticamente nell’opera di kasimir Malevic, di confrontarsi con il più classico “Questo lo potevo fare anch’io”, allora fallo! Diciamo noi. Un viaggio alle origini del modernismo. Invitandolo direttamente a dipingere un quadro bianco su fondo bianco il più semplice ed allo stesso tempo complesso degli esercizi. Sulle pareti alcune citazioni di quello spirito moderno veramente autentico, e che nulla ha a che fare col postmodernismo, il laboratorio Saccardi con questa mostra vuole dare un piccolo segnale di reale confronto critico tra artista e pubblico presente all’inaugurazione, la possibilità, usando le parole di Malevic, di andare aldilà dell’icona, per creare un icona dello spirito, passando per un icona dell’arte mondiale.

 

 

 

Conversazione: 14 febbraio 2015 h. 18 ,00
Francesco Gallo Mazzeo , Giusi Diana laboratorio saccardi