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“PAN HORMOS – PALERMO CITTÀ PORTO”

Mostra d’arte contemporanea                      “PAN HORMOS – PALERMO CITTÀ PORTO”

Banca d’Italia –  Movimento resilienza italiano, Fondazione Orestiadi – Palermo, Via Cavour 131A, 30 giugno 2018 – 2 settembre 2018

BANCA D’ITALIA
ospita
PAN HORMOS, PALERMO CITTÀ PORTO
a cura di Giorgia Salerno
ideata dal Movimento di resilienza italiana in collaborazione con Fondazione Orestiadi

In occasione della designazione di Palermo quale Capitale Italiana della Cultura 2018, la Sede della Banca d’Italia di Palermo ospita la mostra PAN HORMOS, PALERMO CITTÀ PORTO a cura di Giorgia Salerno ideata dal Movimento di resilienza italiana in collaborazione con la Fondazione Orestiadi di Gibellina.
Il progetto si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico della Banca d’Italia formato da circa tremila opere e molti edifici di pregio. Le opere in mostra dialogano con l’edificio creando un
rapporto contenitore-contenuto, così da consentire al pubblico di fruire di un patrimonio architettonico e culturale attraverso l’arte contemporanea.
La mostra PAN HORMOS, PALERMO CITTÀ PORTO, a cura di Giorgia Salerno, vede protagonisti quattro artisti, Francesco Arecco, Manfredi Beninati, Marco Ferri e Laboratorio Saccardi, chiamati a confrontarsi con Palermo negli ambienti della Sede della Banca d’Italia.
Palermo dal nome greco tutto porto, è da sempre, approdo di genti e culture differenti fra loro.
Capoluogo siciliano, è contraddistinta dalla varietà stilistica del suo patrimonio culturale, testimonianza ed espressione
delle popolazioni che hanno contribuito alla formazione dell’attuale identità forte e multiforme.
In un contesto di imponenti antinomie stilistiche ma di perfetto equilibrio, i quattro artisti di diverse provenienze e di vicine generazioni mostrano il loro pensiero artistico attraverso lo sguardo di chi, da un lato è accolto dalla città, come Arecco e Ferri, e dall’altro ne fa parte e ne conosce ogni sfumatura e contraddizione come Beninati e Laboratorio Saccardi.
Il tema della mostra conduce, infatti, verso un dibattito, che diventa culturale, tra la città che accoglie e la città che respinge per poter conquistare una libera espressione culturale ed artistica.
Il porto, figurativamente luogo di approdo e accoglienza è nello stesso tempo, così, luogo di partenza e abbandono.
Francesco Arecco (Gavi, 1977) con In the corner, installazione site specific, composizione di sculture in ebano, riflette sul ruolo di chi relegato in una posizione defilata, costretto da una condizione sociale e culturale, riesca a superare i margini e confini attraverso l’unione di nuove forze, la creazione di una comunità dove il gruppo e la rete sociale sono la risorsa per un nuovo inizio, allegoria di una situazione culturale meridionale ma anche italiana, che a fatica cerca di superare i propri limiti. Nell’installazione è presente, non a caso, un’Italia al contrario, riferimento ed omaggio all’artista visivo Luciano Fabro.
Manfredi Beninati (Palermo, 1970) con le sue atmosfere trasognanti riporta a memorie lontane, fotografie sentimentali a tratti sfocate e lucide. Il lavoro è caratterizzato dalla frammentazione del suo immaginario dove il caos ha un suo ordine, il perdersi per ritrovarsi, come spesso accade in una città, culturalmente complessa come Palermo.
Marco Ferri (Tarquinia, 1968) omaggia la città di Palermo ispirandosi alle sue geometrie e colori. Le superfici in legno, rievocazioni di un tempo passato, elementi poetici di fasti in decadenza, ricordano finestre sbiadite e arse dal sole e dal vento. Le sculture in vetro e ferro sono giochi d’equilibri, trasparenze e riflessi che Ferri dedica ad una città dove la luce ha un ruolo primario e diviene simbolo di rinascita.
Laboratorio Saccardi (Vincenzo Profeta; Palermo, 1977 – Marco Barone; Palermo, 1978) in chiave ironica e sarcastica rileggono la pittura siciliana attraverso temi, iconografie tradizionali e miti classici.
Scena emblematica della ragione che trionfa sulla bestialità quella del San Giorgio e il drago che nella versione dei Saccardi si ribalta con la presa di posizione del drago. Una bestialità amplificata attraverso la tragicità di un paesaggio urbano ed umano compromesso, metafora della condizione sociale e culturale contemporanea.

Movimento di resilienza italiana nasce a Milano nel 2013 per iniziativa di Ilaria Bignotti e di Francesco Arecco, è un osservatorio, un luogo di produzione e divulgazione di progetti artistici e culturali che scelgono la resilienza quale metodologia di progetto, creazione e confronto.

Fondazione Orestiadi Istituto di Alta Cultura Onlus, ha sede nel Baglio Di Stefano a Gibellina.
Prosegue il lavoro avviato nel 1981 dal sindaco della ricostruzione Ludovico Corrao. La Fondazione è nata per valorizzare e potenziare il patrimonio di attività culturali espresso dalla città di Gibellina a partire dalla rinascita a seguito del devastante terremoto del 1968.

Banca d’Italia
via Cavour 131A – Palermo
30 giugno – 2 settembre 2018
Orari: lunedì – venerdì dalle 8,30 alle 13,00
mercoledì dalle 15,30 alle 18,00
sabato 30 giugno, domenica 1 luglio, sabato 1 settembre, domenica 2 settembre dalle 9,00 alle 18,00

Opera Viva Barriera di Milano -Torino

Laboratorio Saccardi per Opera Viva Barriera di Milano–  Torino

Da mercoledì 30 maggio a lunedì 25 giugno 2018

 Opera Viva 2018, quarta edizione del progetto artistico urbano ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback, con il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino e Circoscrizione 6. 
Opera Viva è ormai un appuntamento fisso per la comunità del quartiere e della città e scandisce le tappe di avvicinamento, mese dopo mese, opera dopo opera, alla fiera Flashback (dall’1 al 4 novembre 2018al Pala Alpitour di Torino).

Torino –Il 30 maggio in piazza Bottesini a Torino inaugura Dioniso in città, l’opera degli artisti palermitani Laboratorio Saccardi (Vincenzo Profeta e Marco Leone Barone),  creata per il secondo manifesto del progetto Opera Viva Barriera di Milano progetto che nel 2018 si ispira allo scrittore e antropologo Chad Oliver e all’incontro tra mondi diversi. L’opera di Laboratorio Saccardi parla della diversità come Grande Altro (secondo la definizione di Slavoj Žižek) irriducibile, incommensurabile, come linguaggio alieno e a tratti incomprensibile, proveniente al tempo stesso dal passato più arcaico e dal futuro prossimo.

Torino –Un grande e orgoglioso viso africano osserva, con la fronte coperta da quello che sembra un antico elmo o un casco futuristico. Sullo sfondo, l’architettura del Teatro Politeama di Palermo con il suo strano gusto tra asburgico e assiro-babilonese; attorno, un’aria fosca e lampeggiante che sa di epica.

Swag – Negro –Bello Figo feat Saccardi

L’autobiografia del rapper Bello Figo, uno che con un unico singolo è arrivato a quasi 22 milioni di visualizzazioni su YouTube. E ha scritto la sua storia nel libro SwaG Negro. Non ce la fa nessuno (Rizzoli, 2018) in cui spiega un po’ il senso delle sue provocazioni. Perché il pensiero comune, oggi, così come si è sviluppato non funziona.

Bello FiGo SWAG   libro “Swag Negro” (Rizzoli), con illustrazioni e interventi artistici di Pasquale Squaz Todisco, Pao Bordino, Francesco de Molfetta, Max Ferrigno, Gigi Tarantola, Pablo Compagnucci Pinxit, laboratorio saccardi, Marco Teatro.

La cover è by Felipe Cardena… Christian Gangitano, che ha curato la parte artistica del volume (la parte dei testi è curata invece da Marta Boggione)

http://www.italianfactory.info/portale/index.php/2018/05/bello-figo-col-suo-libro-swag-negro-si-apre-lera-delle-nuove-icone-pop/